Cacciatorpediniere “CARABINIERE”

Abbiamo il piacere di recensire l’ultima novità modellistica. Si tratta del modello del Cacciatorpediniere “CARABINIERE”, eseguito da Dario Tedeschi, nostro Presidente, al galleggiamento in scala 1/500. Era uno dei soli quattro CT sopravvissuti, concessi alla Marina italiana dopo il secondo conflitto mondiale, originariamente appartenente alla Classe “Soldati”,  entrato in servizio nell’ ottobre 1938. Svolse intensa attività bellica.

L’unità è rappresentata nel suo ultimo aspetto risultante dalle modifiche effettuate presso l’Arsenale di Taranto dal febbraio 1953 all’aprile 1955, a somiglianza di quanto già posto in atto sul gemello Granatiere e sul similare Grecale. Esse comportarono l’allungamento del castello di prora ed il totale rifacimento del blocco plancia, sostituito da una voluminosa sovrastruttura posta a proravia del fumaiolo che includeva la plancia comando, la direzione del tiro delle artiglierie principali e la C.o.C. (Centrale operativa di combattimento) novità per le navi italiane, a similitudine di quanto presente già da tempo sulle navi inglesi e americane ed alberatura a tripode. Anche l’armamento risultò variato, mantenendo solamente tre originali cannoni da 120/50, uno singolo a prora ed uno binato sulla tuga poppiera; venne sostituito tutto l’armamento secondario originale con tre impianti di mitragliere da 40/56, sistemate su due plancette laterali e sulla tughetta centrale, asservite a colonnine di puntamento di tipo giroscopico, che si avvalevano anche di radar di tiro montati su ciascuno dei due complessi laterali. L’armamento A/S risulto costituito da due lancia b.a.s. laterali e due tramogge poppiere. Non venne mai imbarcato il previsto “porcospino”, lancia b.a.s., prodiero, per ragioni economiche.

L’unità, così rimodernata, andò a costituire il gruppo di navi scorta principale della Nostra Marina nel periodo di transizione, assieme ai due caccia nazionali già citati, ai due Artigliere ed Aviere e i tre avvisi scorta “Aldebaran” di provenienza americana e alle rimanenti nove torpediniere (2 classe Orsa e 7 classe Spica)  rimaste, tutte convenientemente rimodernate.

Il Carabiniere, conclusa la sua attività di squadra, venne ancora utilizzato proficuamente come nave esperienze, dal 1958 al 1964, per la sperimentazione di nuove armi. Il suo scafo, dopo la radiazione avvenuta nel 1965, venne destinato presso il Varignano, per l’addestramento dei sommozzatori in carena. Venduto per la demolizione nel 1978, alla partenza per il cantiere di demolizione, a causa delle cattive condizioni di mare, dopo aver imbarcato acqua e riportato nella baia di La Spezia, affondò su di un bassofondo, per poi venir demolito successivamente in loco.

Allego alcune foto del modello che entra a far parte della collezione di modelli dedicati alla Marina Militare italiana del dopoguerra. Esso può essere visto presso la Nostra Sede.