Il Nostro Presidente Dario Tedeschi ha presentato due nuovi modelli che si inseriscono nella serie al galleggiamento, in scala 1/500,  dedicata alle unità della Nostra Marina Militare dal dopoguerra ai giorni nostri a disposizione della Nostra Associazione.

Il primo modello riproduce il Cacciatorpediniere Conduttore “SAN MARCO”. Si tratta di un’ unità entrata in servizio il 01/01/1956. Originariamente era stato impostato il 11/05/1940 presso i Cantieri di Castellammare di Stabia, come incrociatore leggero della Classe “Capitani Romani”, con il nome di Giulio Germanico. Varato il 26/07/1941, il 09/09/1943, giorno seguente all’armistizio,  ancora in allestimento, seppur moltoavanzato, venne catturato dai Tedeschi ed autoaffondato il 28/09/1943 al loro ritiro dal porto campano. Successivamente, recuperato dalla Marina italiana, denominato provvisoriamente F.V. 2, iniziò nel 1953, sempre presso i cantieri che lo avevano varato, dei profondi lavori di ricostruzione, su nuovo progetto, che ne fecero un’unità praticamente nuova. Lo scafo rimase invariato, cosi come venne mantenuto l’originario potente apparato motore a vapore.  Alle prove esso erogò una potenza di 105.000 HP con una velocità pari a 39,7 nodi.  La lunghezza della nave f.t. era di 142,18 m., ll dislocamento a pieno carico era pari a 5.257 Tonn.

Variato invece il suo armamento che risultò essere costituito da 6 cannoni a.n. e a.a. da 127/38 in 3 torrette binate , 24 mitragliere da 40/56 in 4 impianti quadrinati e 2 impianti binati, tutti di provenienza americana, mentre la parte antisom venne realizzata in Italia e comprendeva un mortaio lancia b.a.s. triplo a lunga gittata tipo Menon, installato ad estrema proravia del cassero, 4 lancia b.a.s.tipo Menon laterali centro poppieri ed uno scarica bombe poppiero. Logicamente, all’altezza dei tempi, era la dotazione elettronica di scoperta, direzione di tiro e telecomunicazioni.

Il San Marco ed il gemello San Giorgio, con questo complesso di caratteristiche, risultarono due delle navi migliori della rinata Marina italiana. Venne intensamente impiegato, spesso come sede di comandi complessi divisionali, anche in alcune lunghe crociere negli Stati Uniti e nord Europa.

Mentre il San Giorgio subirà nel 1963 un’ulteriore modifica, tale da farne un’ unità destinata anche alle funzioni di Nave Scuola, il San Marco verrà radiato il 13/03/1972 e successivamente demolito a Brindisi.

Nella mia serie di navi dedicate alla Marina post-bellica, nel ormai lontano 1974, avevo riprodotto il San Giorgio nella sua ultima versione e non avevo mai riprodotto la versione originale di queste belle navi, lacuna ora colmata con il San Marco.

Il secondo modello riproduce il “CASTAGNO”, entrato in servizio nel 1955, una delle 6 unità della originaria classe di dragamine tipo Alberi, trasformata a metà degli anni ottanta in Cacciamine, in attesa delle nuove classe “Lerici”. L’intervento comportò, oltre che ad una parziale ricostruzione delle sovrastrutture, la sostituzione del sonar originale con un moderno impianto di ricerca e classificazione delle mine AN/SQQ 14, unitamente a nuovi radar e ad un sistema di radionavigazione evoluto che permetteva il tracciamento automatico della rotta e dei contatti subacquei.

Questa unità, così trasformata,  assieme ai gemelli Loto e Frassino e alla Nave appoggio Cavezzale, inquadrate nel 14° Gruppo Navale, nell’agosto 1984, parteciparono alle operazioni di sminamento delle acque a sud del canale di Suez, su richiesta del Governo egiziano, per permettere il sicuro transito in quelle importanti acque alle navi mercantili. Rimase in servizio sino al 1995, anno in cui venne ceduto alla Marina ellenica dove assunse il nome di ERATO.



R.N.“AFFONDATORE”

Carissimi Amici,

ho il piacere di inviarVi questo messaggio con la recensione di un’ulteriore novità che incrementa il nostro parco modellistico.

Il modello da me da poco completato, eseguito in scala 1/200, rappresenta la R.N.“AFFONDATORE”,  Ariete corazzato a torri, costruito in Inghilterra dal Cantiere Navale Millwall di Londra. Venne consegnato, non del tutto completo e pronto alla Regia Marina il 6 giugno 1866, per unirsi alla flotta in previsione della guerra contro l’Austria e venne rapidamente trasferito ad Ancona. Nella versione originale aveva un dislocamento a pieno carico di 4.540 Tonn., una lunghezza f.t. di 93,8 m., una larghezza di 12,2 m. ed un’ immersione di 6,5 m. La propulsione era assicurata da una motrice alternativa di 2.700 HP, alimentata da otto caldaie a carbone, che imprimeva una velocità pari a 12 nodi, con un’ autonomia di 1.647 miglia a 10 nodi. Il suo armamento era costituito da un pronunciato sperone in ferro forgiato e da due cannoni da 254 mm. Lo scafo, in ferro, era protetto da una cintura corazzata dello spessore di 127 mm. che si estendeva rispettivamente per 2,20 m. sopra e 1,20 m. sotto il galleggiamento e da un ponte corazzato di 50 mm. Le torri di artiglieria erano anch’esse protette da una corazza di 127 mm.

La nave fece appena in tempo a partecipare alla battaglia di Lissa il 20 luglio 1866, durante la quale divenne la nave di bandiera dell’Ammiraglio Persano, che ivi vi si trasferì dalla pirofregata Re d’Italia. Nel corso dello scontro, l’unità venne attaccata dal vascello austriaco Kaiser e fra le due navi si ebbe un nutrito scambio di colpi. La nostra unità riportò diversi danni allo scafo e alle altre strutture, mentre il Kaiser subì gravi danni all’alberatura ed alla prora, Mancò del tutto l’occasione dello speronamento, scopo principale di tale unità.

Dopo la battaglia la nave rientrò ad Ancona dove, a causa dei danni e di un fortunale, affondò. Venne recuperata il 25 ottobre e, trasferita a Genova, venne ripristinata e modificata. Il modello la rappresenta in tale veste, che assunse al suo rientro in servizio, nel 1873, con la sostituzione degli alberi originali con un solo albero militare e la costruzione di una vera plancia di comando. Venne utilizzata intensamente sia in acque nazionali sia all’estero sino alla sua radiazione avvenuta nel 1907, dopo una seconda radicale trasformazione.

Come curiosità mi è doveroso ricordare che lo scafo di questo modello era stato iniziato nei lontani anni ’60 dal Sig. Adriano Ivancich, ma mai completato ed abbandonato per più di mezzo secolo!

Vi allego alcune foto di questo modello che si inserisce nella raccolta di modelli delle Unità della nostra Marina Militare e che può essere visto presso la Nostra Sede.

Un cordiale saluto a Tutti

Dario Tedeschi

Predidente


Nave Cisterna per trasporto acqua “Volturno”

Carissimi,
ho il piacere di inviarVi la presente recensione riguardante un nuovo modello che ho presentato in Sede alcuni giorni fa.
Si tratta della riproduzione in scala 1/500 della P1060979 P1060978, una
nave ausiliaria della Nostra Marina MIlitare. Costruita assieme a due gemelle dai CNR di ancona, venne varata nel 1937, aveva un dislocamento di 3556 T., lungh. mt.87,2, propulsa da una macchina a vapore alternativa di 1700 HP che imprimeva una velocità di nodi 11,5.
Nel corso della II Guerra Mondiale risulta essere stata affondata in porto a Genova nel corso di un bombardamento aereo. Venne recuperata nel dopoguerra e, dopo lavori di ripristino e rimodernamento, rientrò in servizio per assicurare il rifornimento idrico delle isole minori, compito istituzionale svolto dalla MM sino a pochi anni fa. L’unità risulta essere stata radiata nel novembre del 1976.
Mi piace ricordare che su questa cisterna ha prestato servizio il Nostro Amico e Vicepresidente Sergio Deponte, che ricorda il suo periodo trascorso a bordo come una “scuola professionale e di vita” trascorso nelle lunghe e talvolta diffici missioni di rifornimento alle popolazioni delle isole, in condizionidi mare spesso avverse.
Il modello entra a far parte della collezione di navi della Nostra Marina Militare del dopoguerra che ormai ha raggiunto il bel numero di 125 riproduzioni.
Allego un paio di foto della “Volturno” che può essere vista presso la Nostra Sede.

Pattugliatore Polivalente di Altura Paolo Thaon de Revel

Carissimi Soci,

ho il piacere di illustrarVi il nuovo modello che si è aggiunto alla Nostra collezione dedicata alla Marina Militare italiana, lo scorso sabato.

Si tratta di una novità in tutti i sensi; infatti ho completato la riproduzione, eseguita in scala 1/500, di una attualissima nave della Nostra Marina Militare: il Pattugliatore Polivalente di Altura Paolo Thaon de Revel, consegnato dalla Fincantieri lo scorso 18 marzo e primo esemplare di una classe di sette unità similari.

I Ppa sono costruiti presso il cantiere integrato di Riva Trigoso e Muggiano, con consegne previste fino al 2026 e costituiscono parte del piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali.

Si tratta di una nave totalmente innovativa, sia nell’estetica, sia nelle dotazioni, che ne fanno un concentrato di alta tecnologia rendendo il pattugliatore una nave altamente flessibile con capacità di assolvere compiti come il pattugliamento e soccorso in mare, operazioni di Protezione Civile oltre che operativi propri di una nave da combattimento.

Le sue caratteristiche di massima, ricavate dalla scheda del sito ufficiale della Marina, danno una lunghezza di 143 mt f.t., un dislocamento di circa 6000 Tonn., una velocita di 32 n., 143 sistemazioni letto, con un armamento costituito, per il primo esemplare,  da 1 cannone 127/64 Vulcano, 1 da 76/62,  2 da 25/80,  lanciarazzi, lanciatori trinati per siluri leggeri e 1 o 2 elicotteri, che possono essere ricoverati nell’hangar poppiero ed imbarcazioni tipo RIB.

Dal punto di vista modellistico,  Vi posso assicurare, la struttura della nave mi ha messo a dura prova, con le sue forme inclinate e sfaccettate, ma la soddisfazione finale è stata grande, per aver riprodotto un’ unità di grande attualità.

Vi allego alcune foto del modello che può essere visto presso la Nostra Sede.

Colgo l’occasione per inviarVi i miei più cordiali saluti.

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Recensione modellistica

Carissimi Soci,
ho il piacere di presentarVi  i due primi modelli del 2022.
Vista la recente esposizione a cui la Nostra Associazione ha partecipato in ricordo dell’anniversario dell’Attacco di Pearl Harbor, presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone, ho completato due modelli  che si aggiungono alla collezione storica, a disposizione di Aldebaran, costituita da circa 100 riproduzioni dedicate allo sviluppo della Marina Statunitense dal 1941 ai giorni nostri. Ambedue sono di produzione commerciale, in scala 1/700.
Si tratta dell’Incrociatore Pesante U.S.S. SAN FRANCISCO, CA 38, costruito dall’ Arsenale di Mare Island, CA, e entrato in servizio nel febbraio 1934. Faceva parte di una classe di 7 unità gemelle, ultime realizzazioni al mondo del noto tipo “Washington”, cioè rispettando l’omonimo trattato navale. Il suo dislocamento standard era di 9.975 Tonn. che, a pieno carico raggiungeva le 13.200 tonn. Lungo f.t. 179,3 mt. era armato con 9 cannoni da 203/55, 8 da 127/25 oltre che un nutrito numero di mitragliere aa. da 40/56 e 20/70, aggiunte dopo i lavori del 1944 e due idroricognitori.  L’apparato motore di 107.00 HP imprimeva una velocità massima di oltre 32 nodi.
Parlare dell’ attività di questa unità sarebbe come riproporre l’intera storia della Guerra del Pacifico.  Partecipò alle Incursioni contro le Isole Gilbert e Marshall nel 1941,  nel 1942 fu presente alle battaglie del Mar dei coralli, Midway,   Guadalcanal,  nel 1943 alle Isole Aleutine, nella primavera del 1944 in  Nuova Guinea, Marianne, Gilbert e Marshal,l a protezione delle operazioni anfibie, per poi essere inclusa nella potente Task Force 58 per l’attacco contro il territorio giapponese e le campagne di Iwo Jima ed Okinawa.
Posta in riserva nel 1947 venne radiata definitivamente nel 1959.
La seconda rappresenta l’Incrociatore Pesante U.S.S. DES MOINES, CA 134, costruito da Bethlem Steel Co, Quincy. Entrato in servizio nel 1948, apparteneva ad una classe di 3 unità gemelle, massimo sviluppo dell’Incrociatore convenzionale, destinato soprattutto a costituire dei centri di potenza, assieme alle portaerei, e sedi di comandi complessi. Il modello è frutto di una sensibile elaborazione del prodotto commerciale, raffigurante la nave come completata, per ambientarlo nei tardi anni ’50, quando era nave ammiraglia della VI flotta nel Mediterraneo; sostò nel 1958 in visita a Venezia.
Era armato con 9 cannoni da 203/55, 12 da 127/38, 24 da 76/50 completamente automatici ed asserviti a radar di tiro. Dislocava 21.500 Tonn. a pieno carico, era lungo f.t. 218,4 mt, con un apparato motore di 120.000 HP e una velocità max. di 33 nodi. Posto in riserva nel 1961, venne radiato solamente nel 1991.
I due modelli, di cui allego alcune immagini, sono visibili presso la Ns. Sede che, ricordo, è regolarmente aperta.
Colgo l’occasione per inviarVi i miei più
cordiali saluti
Dario Tedeschi
Presidente
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U.S.S. HUNTINGTON CL 107

Carissimi,
perdurando la difficoltà di incontrarci in sede causa la pandemia in corso, nulla toglie che la nostra attività sociale continua.
Ho il piacere pertanto di inviarVi le immagini di un modello, elaborato su base commerciale, in scala 1/700, in resina, che da anni avevo in casa, completato per implementare la mia collezione di unità della Marina U.S.A. in tale scala, a disposizione della Nostra Associazione e che comprende circa un centinaio di realizzazioni.
Si tratta dell’ U.S.S. HUNTINGTON CL 107, un incrociatore leggero progettato sui piani della classe Cleveland del 1942, di cui furono prodotti molti esemplari; in particolare la classe Fargo, a cui questa unità faceva parte, era un’evoluzione del precedente progetto, migliorato, con il mantenimento delle linee di scafo, ma con le sovrastrutture snellite con l’adozione di un solo fumaiolo al posto dei due,  risistemazione dell’armamento aa. e con migliorate dotazioni elettroniche di direzione del tiro, di tipo più avanzate.
L’unità, varata dai cantieri navali New York Shipbuilding Co. di Camden nel 1943, venne immessa in servizio solamente nel 1946 e rimase operativa solamente pochi anni, prima di essere passata in riserva nel 1949, dopo aver operato alle dipendenze delle flotte dell’Atlantico e del Mediterraneo.  Le cronache la segnalano come la prima grossa unità che visitò il porto di La Spezia nel 1946. Venne avviata alla demolizione nel 1962.
Un cordiale saluto da parte mia
Dario Tedeschi
Presidente
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Nave da Sbarco “Etna” e Sommergibile “Gianfranco Gazzana Priaroggia”

Il 18 maggio, il Nostro Presidente Dario Tedeschi, ha presentato in sede due nuove realizzazioni modellistiche, facenti parte della serie dedicata alla Nostra Marina Militare, in scala 1:500, al galleggiamento.

Si tratta della Nave da Sbarco “Etna”, entrata in servizio nel 1964, ex USA USS Withley AKA 91, costruita nel 1944. Rimase nella fila della MM sino al 1975, come nave  destinata al trasporto e sbarco del Battaglione San Marco e suoi mezzi in dotazione, ricoprendo anche le funzioni di Nave Ammiraglia della III Div. Navale.

Aveva un disl. P.C. di 12.800 t. e una lungh. F.T. di 140 m. ed apparteneva alla serie di navi standardizzate americane, conosciuta come C 2-S-B 1.

Fu utilizzata anche per la crociera addestrativa degli Allievi dell’ Accademia N avale del 1964, assieme a Nave Doria, in occasione delle Olimpiadi di Tokyo.

Il secondo modello rappresenta il Sommergibile “Gianfranco Gazzana Priaroggia“, Classe Sauro 4a Serie, costituita da una coppia di unità, costruito a Monfalcone e consegnato alla MM nel 1995, ove risulta ancora operativo. Si tratta dell’ ultimo sviluppo  della serie di otto battelli, che presenta uno scafo maggiorato e dotato di sensori e dotazioni più moderne.

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Nuova realizzazione modellistica Regia Nave Coloniale ERITREA

Carissimi Soci,

ho il piacere di inviarVi alcune immagini della nuova realizzazione modellistica in scala 1:500, del Nostro Presidente Dario Tedeschi.
Si tratta di un diorama a ricordo della Regia Nave Coloniale ERITREA, che, dislocata a Massaua allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, al comando del C.F. Marino Iannucci, riuscì ad eludere, alla caduta dell’Africa Orientale italiana, il blocco navale britannico e a rifugiarsi nell’allora neutrale Giappone, dove rimase sino al settembre 1943, in appoggio ai nostri sommergibili che effettuavano trasporti di materiali pregiati tra Bordeaux e l’Estremo Oriente. Successivamente all’armistizio, riuscì, con brillante navigazione a sfuggire alla cattura da parte dei giapponesi e raggiungere Colombo, dove, durante la cobelligeranza, collaborò con la Royal Navy. Fu infine assegnata nel 1948 alla Francia, dove venne ribattezzata Francis Garnier ed ebbe ulteriore lunga vita.
Il diorama, ambientato nel porto di Massaua nel 1938, di cui ho parzialmente riprodotto la banchina e il magazzino doganale,  è composto da altri due modelli, il primo della m/n bananiera “RAMB II”, costruita e consegnata dai cantieri C.R.D.A. di Monfalcone nel 1937 e che, requisita dalla R.M. fu armata come incrociatore ausiliario e seguì l’Eritrea verso il Giappone, fu rinominata Calitea, venne noleggiata ai nipponici e fu infine affondata da aerei americani nel 1945; l’ulteriore modello rappresenta il Rimorchiatore “PORTOVENERE” che, costruito per la R.M. dai C.N.R. di Ancona, era dislocato di servizio nella base africana.
Il diorama rappresenta un ulteriore contributo al settore modellistico dell’Aldebaran  riguardante la Marina Militare Italiana ed è esposto nella nostra Sede.

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA

Regia Nave Coloniale ERITREA