Carissimi Soci,
ho il piacere di inviarvi un paio di foto di una mia recente esecuzione, su base commerciale Aoshima, con l’utilizzo di parti in fotoincisione ed ulteriori piccoli interventi, che ho completato da poco, per la raccolta di modelli al galleggiamento di navi della Marina U.S.A. in scala 1/700.
Si tratta della Portaerei “WASP” entrata in servizio nel 1940 come CV 7.
Il progetto di questa unità risentì in modo molto pesante degli effetti del trattato di Washington. Probabilmente, dopo le due pregevoli unità della Classe Yorktown, non sarebbe stata costruita, se non per utilizzare la rimanenza di tonnellaggio, pari a 15.000 Tons, sul totale assegnato alla U.S. Navy, per la categoria delle portaerei.
Il risultato fu nella stesura di un progetto che, seppur avvicinandosi al massimo alle caratteristiche delle Yorktown, doveva limitarsi ad un tonnellaggio decisamente inferiore, con difetti che si sarebbero dimostrati fatali durante la vita operativa. Infatti tutto fu sacrificato, come protezione subacquea, corazzatura e potenza dell’apparato motore,
 per poter far operare un consistente reparto aereo di un’ottantina di velivoli.
Inclusa nella flotta dell’Atlantico dal 1941, nel 1942 partecipò alle operazioni di soccorso all’isola di Malta lanciando, in due occasioni, un centinaio di velivoli, provenienti dalla Gran Bretagna per la difesa dell’isola. Aggravatasi la situazione aereonavale nel Pacifico, vi venne trasferita operando nei pressi di Guadalcanal dove, il 15 settembre 1942, venne silurata dal smg. nipponico I 19. I siluri provocarono incontrollabili incendi di carburante e l’unità dovette essere abbandonata e successivamente affondata da un CT della sua scorta.
Un cordiale saluto
Dario Tedeschi
Presidente
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Dorade

Carissimi Soci,
ulteriore puntata dedicata alle realizzazioni modellistiche del 2020.
Vi invio alcune immagini del “DORADE“, eseguito in scala 1/50 da Alessandro Skerlj, yacht a vela tipo yawl, progettato nel 1929 da Stephen & Sparkman e costruito nel 1930 dal cantiere Minneford Yacht Yard di City Island, New York. Con Stephens come skipper, lo stesso anno, si classificò secondo nella “Bermuda Race. Nel 1931 vinse la Transatlantic Race, completata in soli diciassette giorni, contro le 3-4 settimane stimate. Durante la sua permanenza in Inghilterra si aggiudicò anche la Fastnet Race. Nel 1932, al comando di Rod Sthepens, vinse la Bermuda Race. Dalle Bermuda, dopo una permanenza in Norvegia, ritornò a Cowes e da qui rientrò negli Stati Uniti dopo aver vinto la Fastnet Race, un risultato molto significativo in quanto ottenuto in condizioni meteo marine molo difficili. Nel 2013 vinse nuovamente la Trans Pacific race, dopo l’applicazione di handicap,  bissando la vittoria ottenuta già nel 1936. Dislocamento 14,75 T., lunghezza 15,8 mt, larghezza 3,12 mt. superficie velica 100 mq.

Motocisterna Costiera “SALINA”e Nave Scuola “CAPRICIA”

Carissimi Amici,
ho il piacere di inviarVi un ulteriore segnalazione di nuove realizzazioni modellistiche.
Per implementare la collezione delle navi della Marina Militare, in scala 1/500 al galleggiamento, che al momento consta di 116 modelli, ho eseguito le riproduzioni della Motocisterna Costiera “SALINA“e della Nave Scuola “CAPRICIA“.
La prima,  è una piccola motocisterna per servizi portuali e di rada, costruita dai Cantieri Navali Ferrari della Spezia e consegnata alla MM nel 1988, ultima di una classe di 4 gemelle, con dislocamento di 863 t.p.c., lunghezza 50 mt., larghezza 10 mt. Queste cisterne entrarono in servizio identificate solamente con sigla numerica da MCC 1101 a MCC 1104, e solo successivamente furono battezzate con i nomi di Panarea, Linosa, Favignana e Salina. Risultano tuttora in servizio attivo.
La seconda realizzazione riproduce la Nave Scuola “Capricia“, yacht tipo “yawl” a vela armato con due alberi, progettato dal famoso studio “Sparkman & Stephen”, varato nel 1963 dal cantiere Bengt-Plyn (GB) per tale Einar Hansen, svedese di Malmoe . L’anno del varo partecipò vincendo in tempo reale la Regata del Fastnet, la New York YC Trophy Race e l’evento della Britannia Cup. Acquistata nel 1971 dall’Avvocato Agnelli, venne successivamente donato alla Nostra Marina nel 1993.
Avendo mantenuto invariato il progetto è entrato a far parte dell’ Associazione italiana Vele d’Epoca ed è destinato all’addestramento velico degli allievi dell’ Accademia Navale di Livorno.
Caratteristico yacht realizzato interamente in legno: per la struttura è stata utilizzata la quercia bianca, per il fasciame il mogano, per la coperta il teak e per gli alberi il peccio canadese, con dislocamento di 49,9 t.p.c., lunghezza di 22,5 mt., larghezza 5,5 mt. e con una superficie velica di 254 mq.
Vi allego anche per queste due nuove minuscole realizzazioni alcune foto.
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PASSERA TIPO LUSSINO

Carissimi Soci,
anche oggi ho il piacere di segnalarVi un ulteriore autocostruzione, eseguita in questo periodo, del Nostro Consigliere Paolo Marotta, in scala 1/30, per la sezione di imbarcazioni tipiche adriatiche. Si tratta della “PASSERA TIPO LUSSINO”, un’ imbarcazione caratteristica dell’isola di Lussino. Le sue origini risalgono alla metà dell’ottocento, forse i maestri d’ascia che le costruirono presero spunto dalle imbarcazioni da lavoro utilizzate per il trasporto di persone e materiali, dalla rada alla terra ferma, in dotazione ai grandi velieri inglesi, probabilmente portate in Adriatico dai capitani lussiniani.Veniva usata principalmente per la pesca con le reti o per la posa delle nasse. Normalmente lunga 5/6 metri aveva una controchiglia alta per contrastare lo sforzo della vela. Invelata con una randa al terzo molto ampia, il suo boma poteva sporgere anche di un metro dalla poppa, armava spesso anche un bompresso e un piccolo fiocco con funzione stabilizzatrice piuttosto che di traino.

Imbarcazione estremamente sicura con buona tenuta al mare venne usata spesso anche per diporto, molto in uso nell’Adriatico nord orientale nel periodo tra le due guerre, negli anni ha subito svariate modifiche nelle dimensioni, interamente pontata oppure dotata di tuga o armata con vela marconi e dotata di motore ausiliario.

Vi allego alcune foto del bel modello che arricchisce la nostra collezione sociale

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Nave cisterna Sesia

Carissimi Soci,
nuova presentazione modellistica per la serie della Marina Militare italiana in scala 1/500!
Completato il modello dell’Anteo, ho pensato di riprodurre un’altra nave che mi ha sempre, sotto certi aspetti, affascinato seppur di linea tozza e non abituale per le costruzioni italiane; si tratta di una nave cisterna, il Sesia, costruita dal C.R.D.A. di Monfalcone nel 1934 per l’allora Regia Marina. Era una nave il cui progetto prevedeva la possibilità di impiegarla, oltre che come nave cisterna,  anche come posamine e nave da sbarco. Una piccola nave multifunzionale.
Era lunga 65 mt, larga 10 mt. ed aveva un dislocamento pari a 1141 t. Propulsa da due diesel poteva raggiungere la velocità di 10 n.. Era dotata di ponte continuo, che si estendeva per tutta la sua lunghezza, ed aveva una passerella mobile per collegare la prora con la spiaggia per lo sbarco di veicoli.
Rimasta in servizio nel dopoguerra con la Marina Militare, venne impiegata nel suo ruolo primario di cisterna, ma anche come “appoggio per mezzi da sbarco” sino alla radiazione avvenuta nel 1971.
Durante le ricerche da me effettuate per l’esecuzione del modello, ho rinvenuto delle foto che la ritraggono con i caratteristici tabelloni colorati numerici, affissi ai due fianchi,  adottati alla stregua delle navi da sbarco statunitensi, per indicare i punti di imbarco ai mezzi anfibi. Con tali distintivi è stata di conseguenza riprodotta.
Vi allego alcune foto del mio lavoro.P1060711 P1060710 P1060708

Segnalazione nuovi libri entrati a far parte della Nostra Biblioteca

Carissimi Soci,
pensando di farVi cosa gradita, vi segnalo qui di seguito l’elenco dei più recenti testi che si sono aggiunti alla Nostra Biblioteca, che ormai assomma a quasi 6000 titoli:
  • Le Corazzate delle Classi “CONTE DI CAVOUR” e “DUILIO” – 1911 – 1956 2^ parte
  • Storia della Marineria Mercantile italiana 1861 – 1914 – Dall’Unità d’Italia alla vigilia della 1^ G.M.
  • Dai Cantieri al Museo-Un viaggio fra le produzioni navali, le collezioni del Museo della Cantieristica e il villaggio di Panzano
  • Shipwreck Strait
  • Buques de la Marina de Guerra
  • Marina Militare italiana – rapporto 1999
  • La Marina degli Stati Uniti e il suo futuro
  • Guerra e pace nel pensiero contemporaneo
  • Marina Militare italiana – rapporto 2001
  • Gruppo Arditi Incursori – 50° anniversario 1952 – 2020
I libri sono a disposizione dei Soci in Sede

Diorama M.A.S.

Carissimi Amici,
spero di non tediarvi con tutti queste novità, ma esse rappresentano la vitalità della Nostra Associazione, che ha approfittato in modo positivo del periodo di “lock down” appena trascorso.
Il Nostro Socio Paolo Marotta ha elaborato un prodotto commerciale,  che rappresenta il M.A.S. 15 in scala 1/144, per renderlo parte di un bel diorama che lo ritrae nel momento del rilascio in mare dei siluri.

Nel 1915 la S.V.A.N. (Società Veneziana Automobili Navali), fornisce alla Regia Marina dei motoscafi veloci (MAS 3-22) di derivazione civile, erano realizzati in legno con un dislocamento di circa 12 tonnellate, dotati di due motori a benzina da circa 500 cv con una velocità massima di 24/25 nodi. Erano armati di bombe di profondità e un cannone da 57 mm. Queste unità, classificate M.A.S. Motoscafi Anti-Sommergibili subirono nel tempo varie modifiche, come la sostituzione di un cannone da 47 mm al posto di quello da 57 mm, o l’imbarco di una torpedine da rimorchio. Nel 1917/18 venne dotato di due lanciasiluri a tenaglia per siluri da 450 mm; ne furonodotati ì MAS 9,13,14,15,18,20,21 e 22. Con questo allestimento il MAS 15, al comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo in copia con il MAS 21, fu protagonista, il 10 giugno 1918, dell’affondamento, presso l’isola di Premuda, della corazzata austroungarica Szent Istvan (Santo Stefano).

Attualmente è conservato a Roma presso il Sacrario delle Bandiere, in ragione del suo valore storico.

DIMENSIONI E CARATTERISTICHE: dislocamento 12,3 t; lunghezza 16 m; larghezza 2,6 m; immersione 1,2 m; apparato motore; 2 motori a benzina Isotta Fraschini da 450 hp ciascuno, 2 motori elettrici da 10 hp ciascuno per la navigazione silenziosa; velocità: 24 nodi; autonomia: 190 miglia a 16 nodi con i motori termici, 20 miglia a 4 nodi con i motori elettrici; armamento: 2 lanciasiluri a tenaglia da 450 mm o 1 cannone da 47/40 mm, 4 bombe di profondità o 1 torpedine da rimorchio, 1-3 mitragliatrici da 6,5 mm; equipaggio: 1 sottufficiale e 7 marinai.

Anche per questa realizzazione Vi invio alcune foto che, meglio di altro, illustrano il lavoro eseguito

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Mezzo da sbarco

Carissimi Amici,
anche oggi mi fa piacere inviarVi la recensione di un nuovo modello che ho completato nel mese di aprile 2020.
Si tratta della Nave da Sbarco della Marina Militare italiana, autocostruito in scala 1/500, al galleggiamento, per la serie delle navi della Nostra Marina del dopoguerra.
Era un esemplare della numerosa serie di L.S.T. statiunitensi (classe L.S.T 1 – 1152,) costruiti durante la II G.M. In particolare questa unità venne varata come L.S.T. 32 dai cantieri Dravo Corporation di Neville Island nel 1943. Rimase in servizio nella marina USA sino al 1962, prima come nave da sbarco e, successivamente, come A.V.B 1 . (Advance Base Support). Dal 1955 assunse il nome di Alameda County. Per lunghi anni rimase dislocata a Napoli, alle dipendenze della VI flotta.
Il 20/11/1962 venne acquisita dalla Marina Militare, con il nome di ANTEO (A 5306)  e divenne la prima nave da sbarco italiana di altura adatta ad operazioni di sbarco direttamente in spiaggia, alle dipendenze del Battaglione San Marco.
Venne radiata solamente nel 1973, sostituita dalle navi Grado e Caorle pur esse di provenienza U.S.A.
Era lunga 99,9 mt e aveva un dislocamento di 3698 T.  Era propulsa da due diesel per 800 HP. e disponeva di un armamento difensivo di 4 mitragliere Bofors da 40/56. Trasportava quattro mezzi da sbarco sistemati due in coperta su selle e due su gruette laterali. I veicoli trasportati potevano venir sbarcati attraverso la rampa prodiera.
Allego alla presente alcune foto del modello.P1060704 P1060714 P1060702

Goletta LILY

Carissimi Soci,
nuova presentazione di una realizzazione modellistica che arricchisce la Nostra Collezione, autocostruito in scala 1/40, dal consigliere Paolo Marotta.
Si tratta della “LILY”, goletta, costruita nel 1867 dal cantiere Camper & Nicholson di Gosport (UK) con il nome “Heather Belle”. Dislocamento circa 80 tonnellate, lunghezza fuori tutto 30 mt, larghezza di 5,86 mt., viene acquistata nel 1888 dall’arciduca Carlo Stefano, ammiraglio dell’ I. R. Marina, ribattezzandola “Christa”; dopo pochi anni viene rivenduta, cambiando il nome in “Asphodel”, per essere nuovamente acquistata nel 1895 dall’ I. R. Marina e ribattezzata Lily.Rimasta in servizio per circa vent’anni, destinata all’addestramento dei cadetti nonché attività sportiva e rappresentanza, in particolare con l’arciduca ereditario Francesco Ferdinando. Nel 1916 viene tolta la zavorra e alberatura destinandola a deposito galleggiante, risulta probabilmente demolita subito dopo la fine della prima guerra mondiale.

Nel darVi appuntamento alla prossima presentazione, ho il piacere di allegarVi alcune foto di questo splendido modello.

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Taurus

Carissimi Soci,
come promesso, anche oggi invio la recensione di un nuovo modello, che si è aggiunto alla nostra collezione, sezione navi della Prima guerra mondiale,  realizzato in scala 1/500 da Alessandro Skerlj.
Si tratta dello yacht Austriaco “Taurus”, varato a Glasgow nel 1903 con il nome di Nirvana dai cantieri D.&W Henderson per armatore privato, acquistato successivamente, come Taurus, dalla Marina militare A.U. nel 1909.
Aveva un dislocamento di 1220 t., una lunghezza di 79,6 mt e propulso da 2 macchine a vapore agenti su doppia elica con velocità di 15 n. Il suo armamento era costituito da 4 cannoni da 76 mm.
La sua attività pricipale fu quella di nave stazionaria presso Costantinopoli, dove rimane sino al 1914; trasferitosi a Pola, venne utilizzato come nave appoggio per idrovolanti.
Dopo la fine della 1a G.M. viene assegnato al governo italiano, che dal 1920 al 1923 lo impiega per traffici mercantili nel Golfo di Napoli, con il nome di Marechiaro.
Nel 1923 passa nella Regia Marina come cannoniera; nel 1928 viene ribattezzato Aurora e, dopo importanti lavori di trasformazione, viene utilizzato come yacht del Capo del Governo.
Durante la 2a Guerra Mondiale, assegnato alla base di Pola, viene utilizzato come nave scuola telemetristi e come nave bersaglio per l’addestramento degli aerosiluranti. All’armistizio, durante il tentativo di raggiungere il porto di Ancona,  viene intercettato ed affondato l’11/09/43 dalla  m/s tedesca S 61, con la perdita di 26 membri dell’equipaggio.
Allego al presente la foto del modello che può essere ammirato nella Nostra SedeIMG-20200530-WA0001