Hikawa Maru

L’ “Hikawa Maru” era una delle tre motonavi della omonima classe , le cui gemelle erano la “Heian Maru” e la “Hie Maru”. Fu varata il 30 settembre 1929 dal cantiere Yokohama Dock Company per la compagnia Nippon Yusen Kabushiki Kaisha (“NYK Line”). Fece il suo viaggio inaugurale da Kobe a Seattle il 13 maggio 1930. Aveva la reputazione per un servizio che combinava cibo splendido e begli interni di art deco ed era conosciuta come la “Regina del Pacifico. Nell’ottobre 1941 la “Hikawa Maru” divenne l’ultima nave della NYK a visitare un porto statunitense prima che scoppiasse la Seconda guerra mondiale. La nave portò i rifugiati statunitensi a Seattle, e nel suo viaggio di ritorno rimpatriò 400 cittadini giapponesi.

Durante la seconda G.M. fu impiegata come nave ospedale e sopravvisse al conflitto, nonostante avesse subito vari danni.

Con l’occupazione USA del Giappone nel settembre 1945 la Shipping Control Authority for the Japanese Merchant Marine requisì l’Hikawa Maru come nave numero H-022. Fu usata per il rimpatrio di migliaia di soldati e civili giapponesi dalle Isole del Pacifico, Cina, Corea e dalle Indie Orientali Olandesi sino al 1946, quando entrò in un bacino a Yokohama per riparazioni tese al  suo reimpiego nei servizi commerciali.

Nel 1953 la NYK fece riallestire l’Hikawa Maru come transatlantico e la restituì alla sua rotta pre-bellica Yokohama – Seattle. Rimase sulla rotta finché la NYK la mise in disarmo il 21 dicembre 1960. Il suo servizio in tempo di pace sulla rotta nel 1930–41 e nel 1953–60 totalizzò 238 viaggi e 25 000 passeggeri.

Dopo la sua messa in disarmo venne adibita  a nave museo nel Parco Yamashita a Yokohama dove tuttora può essere visitata.

Il lavoro è stato portato a termine con l’utilizzo di aggiuntivi fotoincisi, non previsti nel kit e la completa sostituzione dei bighi di carico forniti con altri autocostruiti e di maggior precisione.


mostra “LA T/N RAFFAELLO, ULTIMA MERAVIGLIA DEL CANTIERE SAN MARCO”

Inaugurazione della mostra “LA T/N RAFFAELLO, ULTIMA MERAVIGLIA DEL CANTIERE SAN MARCO” che si terrà al Magazzino 26, area biblioteca del Museo del Mare di Trieste il giorno 20 giugno 2025 alle ore 11.00.

La mostra, allestita dalla Nostra Associazione con materiali dei propri archivi, desidera ricordare il sessantesimo anniversario della consegna della Turbonave Raffaelloda parte del Cantieri Riuniti deIl’Adriatico – San Marco di Trieste alla Società armatrice ITALIA DI NAVIGAZIONE attraverso un percorso iconografico che percorre tutte le fasi di questa imponente realizzazione delle maestranze triestine, dal progetto, l’impostazione, l’avanzamento dei Iavori sullo scalo, la cerimonia del varo,  I’allestimento, I’arredamento interno, le prove in mare, la presentazione al pubblico alla Stazione Marittima di Trieste, il viaggio inaugurale, iniziato a Genova il 10 luglio 1965, la vita di bordo, sino alla sua prematura e triste fine, disarmata nel 1976  e  ceduta alla Marina Militare imperiale iraniana come alloggio galleggiante nella base di Bushir, dove, al largo ella stessa, affonda a seguito di vicende belliche e dove tuttora giace il suo relitto.


Carissimi Amici,

abbiamo il piacere di segnalarVi l’uscita della nuova opera del Nostro Socio Ing. Decio Zorini, al quale sono stati forniti alcuni materiali del ns. archivio.

Si tratta del libro intitolato “L’ESPANSIONE ITALIANA IN A.O.” edito da IBN Editore.

Ringraziamo l’Autore per averci donato una copia del libro che verrà inserito a pieno titolo nella nostra biblioteca.


Il Nostro Presidente Dario Tedeschi ha presentato due nuovi modelli che si inseriscono nella serie al galleggiamento, in scala 1/500,  dedicata alle unità della Nostra Marina Militare dal dopoguerra ai giorni nostri a disposizione della Nostra Associazione.

Il primo modello riproduce il Cacciatorpediniere Conduttore “SAN MARCO”. Si tratta di un’ unità entrata in servizio il 01/01/1956. Originariamente era stato impostato il 11/05/1940 presso i Cantieri di Castellammare di Stabia, come incrociatore leggero della Classe “Capitani Romani”, con il nome di Giulio Germanico. Varato il 26/07/1941, il 09/09/1943, giorno seguente all’armistizio,  ancora in allestimento, seppur moltoavanzato, venne catturato dai Tedeschi ed autoaffondato il 28/09/1943 al loro ritiro dal porto campano. Successivamente, recuperato dalla Marina italiana, denominato provvisoriamente F.V. 2, iniziò nel 1953, sempre presso i cantieri che lo avevano varato, dei profondi lavori di ricostruzione, su nuovo progetto, che ne fecero un’unità praticamente nuova. Lo scafo rimase invariato, cosi come venne mantenuto l’originario potente apparato motore a vapore.  Alle prove esso erogò una potenza di 105.000 HP con una velocità pari a 39,7 nodi.  La lunghezza della nave f.t. era di 142,18 m., ll dislocamento a pieno carico era pari a 5.257 Tonn.

Variato invece il suo armamento che risultò essere costituito da 6 cannoni a.n. e a.a. da 127/38 in 3 torrette binate , 24 mitragliere da 40/56 in 4 impianti quadrinati e 2 impianti binati, tutti di provenienza americana, mentre la parte antisom venne realizzata in Italia e comprendeva un mortaio lancia b.a.s. triplo a lunga gittata tipo Menon, installato ad estrema proravia del cassero, 4 lancia b.a.s.tipo Menon laterali centro poppieri ed uno scarica bombe poppiero. Logicamente, all’altezza dei tempi, era la dotazione elettronica di scoperta, direzione di tiro e telecomunicazioni.

Il San Marco ed il gemello San Giorgio, con questo complesso di caratteristiche, risultarono due delle navi migliori della rinata Marina italiana. Venne intensamente impiegato, spesso come sede di comandi complessi divisionali, anche in alcune lunghe crociere negli Stati Uniti e nord Europa.

Mentre il San Giorgio subirà nel 1963 un’ulteriore modifica, tale da farne un’ unità destinata anche alle funzioni di Nave Scuola, il San Marco verrà radiato il 13/03/1972 e successivamente demolito a Brindisi.

Nella mia serie di navi dedicate alla Marina post-bellica, nel ormai lontano 1974, avevo riprodotto il San Giorgio nella sua ultima versione e non avevo mai riprodotto la versione originale di queste belle navi, lacuna ora colmata con il San Marco.

Il secondo modello riproduce il “CASTAGNO”, entrato in servizio nel 1955, una delle 6 unità della originaria classe di dragamine tipo Alberi, trasformata a metà degli anni ottanta in Cacciamine, in attesa delle nuove classe “Lerici”. L’intervento comportò, oltre che ad una parziale ricostruzione delle sovrastrutture, la sostituzione del sonar originale con un moderno impianto di ricerca e classificazione delle mine AN/SQQ 14, unitamente a nuovi radar e ad un sistema di radionavigazione evoluto che permetteva il tracciamento automatico della rotta e dei contatti subacquei.

Questa unità, così trasformata,  assieme ai gemelli Loto e Frassino e alla Nave appoggio Cavezzale, inquadrate nel 14° Gruppo Navale, nell’agosto 1984, parteciparono alle operazioni di sminamento delle acque a sud del canale di Suez, su richiesta del Governo egiziano, per permettere il sicuro transito in quelle importanti acque alle navi mercantili. Rimase in servizio sino al 1995, anno in cui venne ceduto alla Marina ellenica dove assunse il nome di ERATO.


Piaggio P 180 “AVANTI” II

Carissimi Amici,

ieri il Nostro Socio Paolo Marotta ci ha presentato la sua ultima esecuzione modellistica- Si tratta del modello, realizzato in scala 1/72 del velivolo Piaggio P 180 “AVANTI” II.                                                            

 ​Il P180 Avanti II è un velivolo da trasporto leggero a medio raggio. Unico esemplare in dotazione alla Guardia Costiera ( 12-01 M M 62274 ), viene prevalentemente impiegato per il pattugliamento ed il monitoraggio dei flussi migratori che interessano il bacino Mediterraneo.

All’occorrenza il velivolo può essere allestito in configurazione per trasporto logistico nonché per il trasferimento di traumatizzati (MED). 

Il P.180 nasce come aereo da trasporto executive da 6 o 9 passeggeri (a seconda dell’allestimento), progettato e costruito dall’italiana Piaggio Aerospace. L’Avanti è spinto (letteralmente) da due motori turboelica installati sulle ali rastremate in posizione arretrata, l’impennaggio a T e le ali anteriori dotate di ipersostentatori costituiscono le altre due superfici portanti.
Questa particolare configurazione delle superfici alari, brevettata con il nome “Three-Lifting-Surface Configuration” (3LSC), consente a tutte e tre superfici di fornire portanza, a differenza di quanto accade negli altri velivoli.

Altre Forze Armate ed Enti dello Stato sono dotate di P 180 Avanti, dei quali: Esercito (3 esemplari), Aereonautica Militare (15 esemplari),   Corpo dei Vigili del Fuoco (2 esemplari), Polizia di Stato (3 esemplari), Carabinieri (2 esemplari), Guardia di Finanza (2 esemplari), Protezione Civile (2 esemplari) ed ENAV (4 esemplari attrezzati per radiomisure). Questi velivoli sono configurabili in versione solo passeggeri, in versione da trasporto, in versione da trasporto medico o in combinazioni tra queste versioni; alcuni sono stati modificati con l’installazione di apparati di sorveglianza FLIR ad infrarosso per meglio assolvere ai compiti degli utilizzatori.

Attualmente presso la base di Catania sono assegnati 7 elicotteri AW 139,  2 ATR-42 eun P180che, in caso di necessità, possono essere rischierati temporaneamente presso altre basi

Le sue caratteristiche sono ;

Dimensioni: lunghezza 14,4 m (47,3 piedi).

Apertura alare: 14 m (46 piedi)

Motore: 2 ×turboelica Pratt& Whitney Canada PT6A-66B, 630 kW (850 shp)

Velocità massima: 740 km/h (460 mph, 400 kn) Crociera ad alta velocità

Velocità di crociera: 589 km/h (366 mph, 318 kn) Crociera a lungo raggio

Carburante: capacità, 1.271 kg (2.802 lb)

Peso massimo al decollo: 5.488 kg (12.100 lb)

Peso a vuoto: 3.799 kg (8.375 lb).

Raggio d’operazione/autonomia: 2.830 km

Il modello si inserisce perfettamente nella Nostra collezione dedicata ai velivoli ed elicotteri della Marina Militare Italiana ed è esposto presso la Nostra Sede. Vi allego alcune foto della bella realizzazione.


Passera di Lussino

Carissimi Soci e Amici, con molto piacere condivido le immagini dell’ultimo progetto realizzato dal nostro socio e amico Zeljko Skomersic, si tratta di una “Passera di Lussino” eseguita in scala 1:10, le nostre congratulazioni per il bellissimo lavoro. 

Il modello può essere ammirato, assieme ad altri bellissimi modelli sempre da Zeljko realizzati nonché moltissimo e interessante materiale storico, presso la mostra permanente presente all’interno del “Centro di interpretazione del patrimonio marittimo dell’isola di Veglia” da Zeljko ideato e gestito a Veglia/Krk.


Motoscafo Bora 3

Il Nostro amico Alessandro Skerlj ci ha sorpreso con una novità modellistica e che abbiamo il piacere di farVi notare.

Ha presentato il modello, eseguito in scala 1/25, del Motoscafo “BORA 3”, prodotto dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone nel 1962. Era un’ imbarcazione costruita in vetroresina con una lunghezza di m.9.05, larghezza di m.3.05 ed era propulsa da due motori BPM Artic da 157 HP ciascuno.

Questo modello si aggiunge alla bella collezione delle imbarcazioni da diporto prodotte dal Cantiere di Monfalcone, all’epoca all’avanguardia in questo genere di realizzazioni, a disposizione della Nostra Associazione.



R.N.“AFFONDATORE”

Carissimi Amici,

ho il piacere di inviarVi questo messaggio con la recensione di un’ulteriore novità che incrementa il nostro parco modellistico.

Il modello da me da poco completato, eseguito in scala 1/200, rappresenta la R.N.“AFFONDATORE”,  Ariete corazzato a torri, costruito in Inghilterra dal Cantiere Navale Millwall di Londra. Venne consegnato, non del tutto completo e pronto alla Regia Marina il 6 giugno 1866, per unirsi alla flotta in previsione della guerra contro l’Austria e venne rapidamente trasferito ad Ancona. Nella versione originale aveva un dislocamento a pieno carico di 4.540 Tonn., una lunghezza f.t. di 93,8 m., una larghezza di 12,2 m. ed un’ immersione di 6,5 m. La propulsione era assicurata da una motrice alternativa di 2.700 HP, alimentata da otto caldaie a carbone, che imprimeva una velocità pari a 12 nodi, con un’ autonomia di 1.647 miglia a 10 nodi. Il suo armamento era costituito da un pronunciato sperone in ferro forgiato e da due cannoni da 254 mm. Lo scafo, in ferro, era protetto da una cintura corazzata dello spessore di 127 mm. che si estendeva rispettivamente per 2,20 m. sopra e 1,20 m. sotto il galleggiamento e da un ponte corazzato di 50 mm. Le torri di artiglieria erano anch’esse protette da una corazza di 127 mm.

La nave fece appena in tempo a partecipare alla battaglia di Lissa il 20 luglio 1866, durante la quale divenne la nave di bandiera dell’Ammiraglio Persano, che ivi vi si trasferì dalla pirofregata Re d’Italia. Nel corso dello scontro, l’unità venne attaccata dal vascello austriaco Kaiser e fra le due navi si ebbe un nutrito scambio di colpi. La nostra unità riportò diversi danni allo scafo e alle altre strutture, mentre il Kaiser subì gravi danni all’alberatura ed alla prora, Mancò del tutto l’occasione dello speronamento, scopo principale di tale unità.

Dopo la battaglia la nave rientrò ad Ancona dove, a causa dei danni e di un fortunale, affondò. Venne recuperata il 25 ottobre e, trasferita a Genova, venne ripristinata e modificata. Il modello la rappresenta in tale veste, che assunse al suo rientro in servizio, nel 1873, con la sostituzione degli alberi originali con un solo albero militare e la costruzione di una vera plancia di comando. Venne utilizzata intensamente sia in acque nazionali sia all’estero sino alla sua radiazione avvenuta nel 1907, dopo una seconda radicale trasformazione.

Come curiosità mi è doveroso ricordare che lo scafo di questo modello era stato iniziato nei lontani anni ’60 dal Sig. Adriano Ivancich, ma mai completato ed abbandonato per più di mezzo secolo!

Vi allego alcune foto di questo modello che si inserisce nella raccolta di modelli delle Unità della nostra Marina Militare e che può essere visto presso la Nostra Sede.

Un cordiale saluto a Tutti

Dario Tedeschi

Predidente


Esplorazione di relitti

Carissimi Amici,

è con gran piacere che Vi invio la recensione di queste singolari realizzazioni presentate in Sede dal Nostro Socio Daniel Germek, archeologo subacqueo, la cui attività comprende l’esplorazione di relitti, la loro accurata rilevazione fotografica e l’elaborazione di stampe tridimensionali eseguite in collaborazione con un team di esperti informatici.

Si tratta, nell’ordine,  della rappresentazione del relitto del P.fo Baron Gautsch, tragicamente affondato per urto contro una mina, il 13 agosto del 1914 al largo di Rovigno, con più di 130 vittime,  definito come il più bel relitto, adagiato sul fondo marino in assetto di navigazione.

La seconda rappresenta quanto rimane del p.fo Gilda, anch’esso affondato per urto contro mina al largo di Salvore il 23 giugno 1915, fortunatamente senza perdite umane.

La terza raffigura il relitto del p.fo Athanassios, ex Santorio affondato il 26 aprile 1941 nella baia di 

Plytra, nel Peloponneso, a seguito di attacco aereo tedesco e parzialmente demolito nel dopoguerra.

Infine la quarta rappresenta il relitto della Torpediniera tedesca TA 35, ex italiana Giuseppe Dezza, affondato da esplosione subacquea al largo di Pola, il 17 agosto 1944. Esso giace sul fondo del mare in due tronconi distanti l’uno dall’altro, quello poppiero in posizione dritta, con presente una parte dell’armamento, mentre il prodiero risulta rovesciato su un fianco.