t/n Cristoforo Colombo, scala 1:400

Il Nostro Socio Corrado Cattonar ha recentemente presentato la sua ultima realizzazione modellistica che rappresenta, in scala 1/400, al galleggiamento, la t/n Cristoforo Colombo.

Era un transatlantico della “Italia – Società di Navigazione” di Genova, società appartenuta al gruppo IRI – Finmare, Venne costruita nei Cantieri navali Ansaldo di Genova Sestri Ponente e varata il 10 maggio 1953. Entrò in servizio il 15 luglio 1954, gemella dell’Andrea Doria, della stessa società, affondata nel 1956 a seguito della collisione con il transatlantico svedese Stockholm. La nave, pur avendo le stesse caratteristiche della gemella Andrea Doria, ne differiva per l’adozione dell’impianto elettrico a corrente alternata trifase invece che a corrente continua e inoltre per gli arredi interni e per alcuni particolari.

La nave, con 29.429 tsl, era lunga 213,59 metri, larga 27,41 metri, era propulsa da due turbine a vapore di 35.300 HP di potenza,  in grado di imprimere alla nave una velocità di 26,60 nodi; poteva trasportare 218 passeggeri di prima classe, 321 di classe cabina, 703 in classe turistica.

Sostituì le gemelle Saturnia e Vulcania nel servizio da Trieste a New York. Arrivò per la prima volta nel nostro porto il 30/05/1965. Partì per il primo viaggio il 3/06/1965. Lo scafo, originariamente dipinto in nero, venne completamente ridipinto di bianco nel 1966 a Trieste, per armonizzarlo con le altre navi della compagnia di navigazione.

Nel 1973 venne spostata sulla linea del Sud America, sempre con capolinea a Trieste. Il 14/03/1977 partì per il suo ultimo viaggio con Buenos Aires.

Disarmata a Napoli, venne venduta alla C.V.G. Siderurgica dell’Orinoco di Caracas per essere utilizzata come albergo galleggiante a Puerto Ordaz. Venduta successivamente, venne demolita a Kaoshiung nel 1983.

Il modello può essere ammirato in sede.


Rimorchiatore “ROMITAL”

Carissimi Amici,

Ieri il Nostro Socio Danijel Germek ci ha portato la sua ultima realizzazione in stampa 3D, in scala 1/144, ottenuta di seguito ai rilievi durante l’esplorazione subacquea del relitto del Rimorchiatore “ROMITAL” 

Il ROMITAL è stata la prima costruzione del cantiere navale Felszegi di Muggia, non ancora operativo, impostato pertanto il 01/10/1940 presso lo squero Matassi di Muggia. Venne varato il 10 settembre 1941 e consegnato nel maggio del 1944.

Era stato ordinato dalla Società Romital di Bucarest per il servizio fluviale sul Danubio. Sospeso il suo allestimento sino al tempo dell’occupazione tedesca che provvide al suo completamento assegnandolo alla MIttlemeer Reederei di Amburgo. Risulta affondato il 20 dicembre 1944 al largo di Punta Salvore a seguito di un attacco aereo alleato.

Il relitto si trova a poche decine di metri di profondità.

Vi allego alcune foto della realizzazione che può essere vista presso la Nostra Sede.

Complimenti a Danijel per il nuovo lavoro svolto.

Un cordiale saluto a Tutti


Nuovo mega modello di una nave storica

Carissimi,

Ho il piacere di segnalarvi questa nuova realizzazione eseguita dal Nostro Socio Guido Ruzzier, che rappresenta, in scala 1/72, il prototipo di Vascello francese di 74 cannoni, progetto eseguito nel paese d’oltre Alpe per la costruzione, possiamo dire con termine “moderno”, standardizzata di una classe di navi.

Il modello, completamente autocostruito fin nei minimi particolari, è stato realizzato dall’autore utilizzando i piani di costruzione ottenuti dalla Francia.

Il vascello da 74 cannoni e stato una delle principali navi da guerra francesi alla fine del XVIII secolo. Poteva vantare un perfetto equilibrio tra forza dell’artiglieria e qualità nautiche. Era il vascello di linea per eccellenza, molto più versatile in combattimento dei possenti tre ponti da 100 cannoni. Possedeva una buonissima tenuta al mare in ogni condizione e con una buona forza di vento poteva raggiungere, all’andatura di gran lasco, una velocità superiore ai 10 nodi.  Per la costruzione di questo tipo di vascello venivano utilizzate mediamente sino a 2800 querce secolari .  Era costruito con un’ossatura rinforzata nei bagli per poter sopportare il peso del suo armamento principale, costituito da grossi cannoni da 36 libre, del peso di 4 tonnellate ciascuno posizionati sul primo ponte. Il secondo ponte, parzialmente coperto dal cassero e castello ospitava l’artiglieria meno pesante. 

Vi allego una serie di immagini del modello che attualmente è esposto presso la Nostra Sede.

Non ci resta che complimentarci con Guido!


Nuova riproduzione in 3D

Carissimi Soci,

Ho il piacere di inviarVi alcune foto della ultima riproduzione in stampa 3D realizzata dal Nostro Socio Ricercatore Subacqueo Danijel Germek, in scala 1/72.

Si tratta del relitto di un sommergibile tascabile tipo MOLCH (in tedesco tritone o salamandra), costruito dalla AG Weser di Brema, in un totale di 383 esemplari, nella metà del 1944 . Era completamente elettrico e operava con un raggio di operazione costiero con un’autonomia di 35 nm (60 km circa)  con una velocità di 5 kn. Lungo mt. 10,80 con un diametro di mt. 1,80 poteva immergersi fino ad una quota massima di mt. 40 di profondità, imbarcava esternamente due siluri mod. G7e da 533 cm., un uomo di equipaggio.

Inquadrati nella K-Verband flottiglie 411 operarono nel mediterraneo dal settembre del 44, di base a San Remo, ma a causa di errori di progettazione e difficoltà di controllo, altissime furono le perdite di mezzi e uomini.

A seguito dei fatti del Mediterraneo i restanti mezzi, circa quaranta, furono spostati alla baia di Sistiana (TS), ma non risulta che da Sistiana si siano tenute operazioni d’assalto a navigli.

Alla fine di aprile del 1945 i tedeschi in ritirata affondarono alcuni MOLCH nella baia di Sistiana e misero fuori uso i restanti con cariche di esplosivo, a fine guerra quelli affondati furono recuperati, tranne uno, che giace sul fondo del mare ad una cinquantina di metri dalla riva di fronte lo stabilimento Caravella.

Ed è proprio di questo mezzo la riproduzione del Nostro valente  Danijel Germek che si è immerso negli scorsi giorni ed ha eseguito la accurata scansione fotografica da cui è stato tratto il modello.

Un complimenti per il lavoro eseguito!


Cacciatorpediniere “CARABINIERE”

Abbiamo il piacere di recensire l’ultima novità modellistica. Si tratta del modello del Cacciatorpediniere “CARABINIERE”, eseguito da Dario Tedeschi, nostro Presidente, al galleggiamento in scala 1/500. Era uno dei soli quattro CT sopravvissuti, concessi alla Marina italiana dopo il secondo conflitto mondiale, originariamente appartenente alla Classe “Soldati”,  entrato in servizio nell’ ottobre 1938. Svolse intensa attività bellica.

L’unità è rappresentata nel suo ultimo aspetto risultante dalle modifiche effettuate presso l’Arsenale di Taranto dal febbraio 1953 all’aprile 1955, a somiglianza di quanto già posto in atto sul gemello Granatiere e sul similare Grecale. Esse comportarono l’allungamento del castello di prora ed il totale rifacimento del blocco plancia, sostituito da una voluminosa sovrastruttura posta a proravia del fumaiolo che includeva la plancia comando, la direzione del tiro delle artiglierie principali e la C.o.C. (Centrale operativa di combattimento) novità per le navi italiane, a similitudine di quanto presente già da tempo sulle navi inglesi e americane ed alberatura a tripode. Anche l’armamento risultò variato, mantenendo solamente tre originali cannoni da 120/50, uno singolo a prora ed uno binato sulla tuga poppiera; venne sostituito tutto l’armamento secondario originale con tre impianti di mitragliere da 40/56, sistemate su due plancette laterali e sulla tughetta centrale, asservite a colonnine di puntamento di tipo giroscopico, che si avvalevano anche di radar di tiro montati su ciascuno dei due complessi laterali. L’armamento A/S risulto costituito da due lancia b.a.s. laterali e due tramogge poppiere. Non venne mai imbarcato il previsto “porcospino”, lancia b.a.s., prodiero, per ragioni economiche.

L’unità, così rimodernata, andò a costituire il gruppo di navi scorta principale della Nostra Marina nel periodo di transizione, assieme ai due caccia nazionali già citati, ai due Artigliere ed Aviere e i tre avvisi scorta “Aldebaran” di provenienza americana e alle rimanenti nove torpediniere (2 classe Orsa e 7 classe Spica)  rimaste, tutte convenientemente rimodernate.

Il Carabiniere, conclusa la sua attività di squadra, venne ancora utilizzato proficuamente come nave esperienze, dal 1958 al 1964, per la sperimentazione di nuove armi. Il suo scafo, dopo la radiazione avvenuta nel 1965, venne destinato presso il Varignano, per l’addestramento dei sommozzatori in carena. Venduto per la demolizione nel 1978, alla partenza per il cantiere di demolizione, a causa delle cattive condizioni di mare, dopo aver imbarcato acqua e riportato nella baia di La Spezia, affondò su di un bassofondo, per poi venir demolito successivamente in loco.

Allego alcune foto del modello che entra a far parte della collezione di modelli dedicati alla Marina Militare italiana del dopoguerra. Esso può essere visto presso la Nostra Sede.


U.S.S. SACRAMENTO

Carissimi Socie ed Amici,

ho il piacere di estendere a Tutti voi e Vostri Cari i miei migliori di un Sereno e Prospero anno 2026.

Ma ho anche il piacere di presentarVi la recensione di un nuovo modello che ho esibito in Sede proprio alla fine dello scorso anno.

Il modello, di produzione commerciale, riproduce, in scala 1/700, la nave rifornimento flotta “U.S.S. SACRAMENTO” AOE 1, costruita dai cantieri Puget Sound Naval Shipyard di New York, dove venne varata nel 1963 per essere consegnata alla Marina degli Stati Uniti nel 1964. Dislocava 53.600 Tonn. con una lunghezza f.t. di 241,7 m. E’ stata il frutto dell’idea dell’ Amm. Arleigh Burke, capo delle operazioni navali, che desiderava disporre di una singola nave che potesse performare le funzioni di tre distinte tipologie di navi rifornimento, AO – navi cisterna, AE – navi rifornimento munizioni , AK – navi rifornimento materiali, integrata in un gruppo di combattimento formato da una portaerei e dalle sue navi scorta. Pertanto le funzioni che tale tipo di nave doveva svolgere erano quelle di trasportare e rifornire carburante e lubrificanti (30 milioni di litri) ,  munizionamento (2150 t)  e generi secchi e refrigerati (750 t)  a 26 nodi di velocità.

Per le due prime navi della classe, costituita da quattro unità gemelle,  venne riutilizzata la metà ciascuna dell’apparato motore a turbina rimosso dalla incompleta corazzata Kentucky, per un totale di 100.000 Hp, su 2 assi. Anche la forma dello scafo derivava dalle linee delle ultime corazzate veloci, per ottenere la velocità desiderata.

Per la loro funzione erano dotate di sofisticati sistemi di trasferimento dei carichi solidi e liquidi trasportati, navigando affiancate alle unità da rifornire. Erano anche previsti rifornimenti “Vertrep”, a mezzo elicottero, utilizzando i due mezzi ad ala rotante del tipo CH 46 operanti dal ponte di volo poppiero.

L’armamento difensivo originario era costituito da 4 complessi binati da 76/50 mm. automatici, successivamente sostituiti con armi di difesa di punto missilistiche ed artiglieria, più moderne.

La Sacramento rimase in servizio attivo sino al 2004.

Per la sua costruzione ho utilizzato parti non fornite in fotoincisione, come i mancorrenti, ed inoltre ho riprodotto le varie manichette di rifornimento, non previste dal produttore, ma caratteristica distintiva di tale tipo di complessa unità navale e cavi di manovra dei portali di trasferimento.

Allego alcune foto del modello che si aggiunge alla collezione, costituita da più di un centinaio di riproduzioni, dedicata allo sviluppo della U.S.Navy, a disposizione della Nostra Associazione.

Un cordiale saluto a tutti

Dario Tedeschi

Presidente


Hikawa Maru

L’ “Hikawa Maru” era una delle tre motonavi della omonima classe , le cui gemelle erano la “Heian Maru” e la “Hie Maru”. Fu varata il 30 settembre 1929 dal cantiere Yokohama Dock Company per la compagnia Nippon Yusen Kabushiki Kaisha (“NYK Line”). Fece il suo viaggio inaugurale da Kobe a Seattle il 13 maggio 1930. Aveva la reputazione per un servizio che combinava cibo splendido e begli interni di art deco ed era conosciuta come la “Regina del Pacifico. Nell’ottobre 1941 la “Hikawa Maru” divenne l’ultima nave della NYK a visitare un porto statunitense prima che scoppiasse la Seconda guerra mondiale. La nave portò i rifugiati statunitensi a Seattle, e nel suo viaggio di ritorno rimpatriò 400 cittadini giapponesi.

Durante la seconda G.M. fu impiegata come nave ospedale e sopravvisse al conflitto, nonostante avesse subito vari danni.

Con l’occupazione USA del Giappone nel settembre 1945 la Shipping Control Authority for the Japanese Merchant Marine requisì l’Hikawa Maru come nave numero H-022. Fu usata per il rimpatrio di migliaia di soldati e civili giapponesi dalle Isole del Pacifico, Cina, Corea e dalle Indie Orientali Olandesi sino al 1946, quando entrò in un bacino a Yokohama per riparazioni tese al  suo reimpiego nei servizi commerciali.

Nel 1953 la NYK fece riallestire l’Hikawa Maru come transatlantico e la restituì alla sua rotta pre-bellica Yokohama – Seattle. Rimase sulla rotta finché la NYK la mise in disarmo il 21 dicembre 1960. Il suo servizio in tempo di pace sulla rotta nel 1930–41 e nel 1953–60 totalizzò 238 viaggi e 25 000 passeggeri.

Dopo la sua messa in disarmo venne adibita  a nave museo nel Parco Yamashita a Yokohama dove tuttora può essere visitata.

Il lavoro è stato portato a termine con l’utilizzo di aggiuntivi fotoincisi, non previsti nel kit e la completa sostituzione dei bighi di carico forniti con altri autocostruiti e di maggior precisione.


mostra “LA T/N RAFFAELLO, ULTIMA MERAVIGLIA DEL CANTIERE SAN MARCO”

Inaugurazione della mostra “LA T/N RAFFAELLO, ULTIMA MERAVIGLIA DEL CANTIERE SAN MARCO” che si terrà al Magazzino 26, area biblioteca del Museo del Mare di Trieste il giorno 20 giugno 2025 alle ore 11.00.

La mostra, allestita dalla Nostra Associazione con materiali dei propri archivi, desidera ricordare il sessantesimo anniversario della consegna della Turbonave Raffaelloda parte del Cantieri Riuniti deIl’Adriatico – San Marco di Trieste alla Società armatrice ITALIA DI NAVIGAZIONE attraverso un percorso iconografico che percorre tutte le fasi di questa imponente realizzazione delle maestranze triestine, dal progetto, l’impostazione, l’avanzamento dei Iavori sullo scalo, la cerimonia del varo,  I’allestimento, I’arredamento interno, le prove in mare, la presentazione al pubblico alla Stazione Marittima di Trieste, il viaggio inaugurale, iniziato a Genova il 10 luglio 1965, la vita di bordo, sino alla sua prematura e triste fine, disarmata nel 1976  e  ceduta alla Marina Militare imperiale iraniana come alloggio galleggiante nella base di Bushir, dove, al largo ella stessa, affonda a seguito di vicende belliche e dove tuttora giace il suo relitto.


Carissimi Amici,

abbiamo il piacere di segnalarVi l’uscita della nuova opera del Nostro Socio Ing. Decio Zorini, al quale sono stati forniti alcuni materiali del ns. archivio.

Si tratta del libro intitolato “L’ESPANSIONE ITALIANA IN A.O.” edito da IBN Editore.

Ringraziamo l’Autore per averci donato una copia del libro che verrà inserito a pieno titolo nella nostra biblioteca.


Il Nostro Presidente Dario Tedeschi ha presentato due nuovi modelli che si inseriscono nella serie al galleggiamento, in scala 1/500,  dedicata alle unità della Nostra Marina Militare dal dopoguerra ai giorni nostri a disposizione della Nostra Associazione.

Il primo modello riproduce il Cacciatorpediniere Conduttore “SAN MARCO”. Si tratta di un’ unità entrata in servizio il 01/01/1956. Originariamente era stato impostato il 11/05/1940 presso i Cantieri di Castellammare di Stabia, come incrociatore leggero della Classe “Capitani Romani”, con il nome di Giulio Germanico. Varato il 26/07/1941, il 09/09/1943, giorno seguente all’armistizio,  ancora in allestimento, seppur moltoavanzato, venne catturato dai Tedeschi ed autoaffondato il 28/09/1943 al loro ritiro dal porto campano. Successivamente, recuperato dalla Marina italiana, denominato provvisoriamente F.V. 2, iniziò nel 1953, sempre presso i cantieri che lo avevano varato, dei profondi lavori di ricostruzione, su nuovo progetto, che ne fecero un’unità praticamente nuova. Lo scafo rimase invariato, cosi come venne mantenuto l’originario potente apparato motore a vapore.  Alle prove esso erogò una potenza di 105.000 HP con una velocità pari a 39,7 nodi.  La lunghezza della nave f.t. era di 142,18 m., ll dislocamento a pieno carico era pari a 5.257 Tonn.

Variato invece il suo armamento che risultò essere costituito da 6 cannoni a.n. e a.a. da 127/38 in 3 torrette binate , 24 mitragliere da 40/56 in 4 impianti quadrinati e 2 impianti binati, tutti di provenienza americana, mentre la parte antisom venne realizzata in Italia e comprendeva un mortaio lancia b.a.s. triplo a lunga gittata tipo Menon, installato ad estrema proravia del cassero, 4 lancia b.a.s.tipo Menon laterali centro poppieri ed uno scarica bombe poppiero. Logicamente, all’altezza dei tempi, era la dotazione elettronica di scoperta, direzione di tiro e telecomunicazioni.

Il San Marco ed il gemello San Giorgio, con questo complesso di caratteristiche, risultarono due delle navi migliori della rinata Marina italiana. Venne intensamente impiegato, spesso come sede di comandi complessi divisionali, anche in alcune lunghe crociere negli Stati Uniti e nord Europa.

Mentre il San Giorgio subirà nel 1963 un’ulteriore modifica, tale da farne un’ unità destinata anche alle funzioni di Nave Scuola, il San Marco verrà radiato il 13/03/1972 e successivamente demolito a Brindisi.

Nella mia serie di navi dedicate alla Marina post-bellica, nel ormai lontano 1974, avevo riprodotto il San Giorgio nella sua ultima versione e non avevo mai riprodotto la versione originale di queste belle navi, lacuna ora colmata con il San Marco.

Il secondo modello riproduce il “CASTAGNO”, entrato in servizio nel 1955, una delle 6 unità della originaria classe di dragamine tipo Alberi, trasformata a metà degli anni ottanta in Cacciamine, in attesa delle nuove classe “Lerici”. L’intervento comportò, oltre che ad una parziale ricostruzione delle sovrastrutture, la sostituzione del sonar originale con un moderno impianto di ricerca e classificazione delle mine AN/SQQ 14, unitamente a nuovi radar e ad un sistema di radionavigazione evoluto che permetteva il tracciamento automatico della rotta e dei contatti subacquei.

Questa unità, così trasformata,  assieme ai gemelli Loto e Frassino e alla Nave appoggio Cavezzale, inquadrate nel 14° Gruppo Navale, nell’agosto 1984, parteciparono alle operazioni di sminamento delle acque a sud del canale di Suez, su richiesta del Governo egiziano, per permettere il sicuro transito in quelle importanti acque alle navi mercantili. Rimase in servizio sino al 1995, anno in cui venne ceduto alla Marina ellenica dove assunse il nome di ERATO.