Piaggio P 180 “AVANTI” II

Carissimi Amici,

ieri il Nostro Socio Paolo Marotta ci ha presentato la sua ultima esecuzione modellistica- Si tratta del modello, realizzato in scala 1/72 del velivolo Piaggio P 180 “AVANTI” II.                                                            

 ​Il P180 Avanti II è un velivolo da trasporto leggero a medio raggio. Unico esemplare in dotazione alla Guardia Costiera ( 12-01 M M 62274 ), viene prevalentemente impiegato per il pattugliamento ed il monitoraggio dei flussi migratori che interessano il bacino Mediterraneo.

All’occorrenza il velivolo può essere allestito in configurazione per trasporto logistico nonché per il trasferimento di traumatizzati (MED). 

Il P.180 nasce come aereo da trasporto executive da 6 o 9 passeggeri (a seconda dell’allestimento), progettato e costruito dall’italiana Piaggio Aerospace. L’Avanti è spinto (letteralmente) da due motori turboelica installati sulle ali rastremate in posizione arretrata, l’impennaggio a T e le ali anteriori dotate di ipersostentatori costituiscono le altre due superfici portanti.
Questa particolare configurazione delle superfici alari, brevettata con il nome “Three-Lifting-Surface Configuration” (3LSC), consente a tutte e tre superfici di fornire portanza, a differenza di quanto accade negli altri velivoli.

Altre Forze Armate ed Enti dello Stato sono dotate di P 180 Avanti, dei quali: Esercito (3 esemplari), Aereonautica Militare (15 esemplari),   Corpo dei Vigili del Fuoco (2 esemplari), Polizia di Stato (3 esemplari), Carabinieri (2 esemplari), Guardia di Finanza (2 esemplari), Protezione Civile (2 esemplari) ed ENAV (4 esemplari attrezzati per radiomisure). Questi velivoli sono configurabili in versione solo passeggeri, in versione da trasporto, in versione da trasporto medico o in combinazioni tra queste versioni; alcuni sono stati modificati con l’installazione di apparati di sorveglianza FLIR ad infrarosso per meglio assolvere ai compiti degli utilizzatori.

Attualmente presso la base di Catania sono assegnati 7 elicotteri AW 139,  2 ATR-42 eun P180che, in caso di necessità, possono essere rischierati temporaneamente presso altre basi

Le sue caratteristiche sono ;

Dimensioni: lunghezza 14,4 m (47,3 piedi).

Apertura alare: 14 m (46 piedi)

Motore: 2 ×turboelica Pratt& Whitney Canada PT6A-66B, 630 kW (850 shp)

Velocità massima: 740 km/h (460 mph, 400 kn) Crociera ad alta velocità

Velocità di crociera: 589 km/h (366 mph, 318 kn) Crociera a lungo raggio

Carburante: capacità, 1.271 kg (2.802 lb)

Peso massimo al decollo: 5.488 kg (12.100 lb)

Peso a vuoto: 3.799 kg (8.375 lb).

Raggio d’operazione/autonomia: 2.830 km

Il modello si inserisce perfettamente nella Nostra collezione dedicata ai velivoli ed elicotteri della Marina Militare Italiana ed è esposto presso la Nostra Sede. Vi allego alcune foto della bella realizzazione.


Land Wasser Schlepper e mini sommergibile MOLCH

Sono giunte diverse novità modellistiche ad arricchire il nostro parco.  Pertanto, abbiamo il piacere di illustrarVi un diorama, eseguito da Paolo Marotta in scala 1/35, presentato in Sede sabato scorso.

Si tratta della riproduzione di un Land Wasser Schlepper, traducibile dal tedesco come “trattore terra acqua”. Fu un progetto dell’esercito tedesco, risalente alla metà degli anni trenta del novecento, ideato per trainare a riva un rimorchio della portata fino a 18 ton. .

Lo sviluppo del mezzo procedette a rilento senza un grande interesse fino alla metà del 1940 quando prese piede l’idea dello sbarco in Gran Bretagna, nel qual caso il mezzo sarebbe stato indubbiamente molto utile, anche se la mancanza di corazzatura e armamento fu molto criticata. Sfumato il piano offensivo, gli esemplari prodotti vennero dirottati sul nuovo fronte con l’Unione Sovietica, tranne un esemplare, che venne assegnato in Nord Africa agli ordini dell’Afrika Korps.

Il mezzo era lungo circa mt. 8,60 alto mt. 3,30 con un peso di t. 12, in acqua poteva raggiungere, senza rimorchio, oltre i 6 kn, sulla terraferma arrivava a 35 km/h con un’ autonomia di circa 150 km., composto da uno scafo a fondo piatto, da una cabina di guida ospitante 3 uomini di equipaggio e un ulteriore vano trasporto posteriore chiuso con la capacità di 20 uomini equipaggiati. Spinto da un apparato motore Maybach HL 120 TRM a 12 cilindri a V con una potenza di 265 hp a 2800 rpm, utilizzato anche per azionare due eliche. L’aria per il motore veniva aspirata dalla torretta sporgente sul tetto dietro la cabina di guida ove era ricavato anche un posto comando/vedetta.

Non risulta che il mezzo abbia mai operato a Trieste

MINISOMMERGIBILE MOLCH

Il mini sommergibile MOLCH (in tedesco tritone o salamandra),  fu costruito dalla AG Weser di Brema, in un totale di 383 esemplari, nella metà del 1944 quando oramai la Germania aveva dato fondo a tutte le risorse. Studiato secondo la tecnologia dei siluri era completamente elettrico, operava con un raggio di operazione costiero ed aveva un’autonomia di sole 35 nm (60 km circa) spinto con un motore elettrico da siluro con una velocità di 5 kn. Lungo mt. 10,80 con un diametro di mt. 1,80 poteva immergersi fino ad una quota massima di mt. 40 di profondità, imbarcava esternamente due siluri mod. G7e da 533 cm., un uomo di equipaggio.

Inquadrati nella K-Verband flottiglie 411 operarono nel mediterraneo dal settembre del 44, di base a San Remo, ma a causa di errori di progettazione e difficoltà di controllo, altissime furono le perdite di mezzi e uomini. A seguito dell’andamento della guerra in Mediterraneo, i restanti mezzi, circa quaranta, furono spostati alla baia di Sistiana (TS), ma non risulta che da questo sito siano state svolte operazioni d’assalto a navigli.

Alla fine di aprile del 1945 i Tedeschi in ritirata affondarono alcuni MOLCH nella baia di Sistiana e misero fuori uso i restanti con cariche di esplosivo; a fine guerra i MOLCH affondati furono recuperati tranne uno che giace sul fondo del mare ad una cinquantina di metri dalla riva di fronte lo stabilimento Caravella, altri due tra quelli a terra danneggiati furono recuperati da Diego De Enriquez per il costituendo Museo per la Pace, altri MOLCH si trovano sparpagliati in vari musei europei.

Il diorama rappresenta il sistema previsto nei vari teatri di guerra ove un trattore avrebbe provveduto all’alaggio e recupero del mezzo.


Cutter “Sagittario”

Il Nostro Socio Paolo Marotta ha presentato, a sorpresa, una Sua nuova esecuzione modellistica. Si tratta della riproduzione del “SAGITTARIO”, Cutter, costruito nel 1972, in soli 78 giorni, dal cantiere Mariano Craglietto di Trieste su progetto N.39 di Carlo Sciarrelli; nello stesso anno prese parte alla regata in solitaria Ostar (Observer-Singlehande-Transatlantic Race), con al timone l’amm. Franco Faggioni, arrivando a Newport settima su 55 iscritti; in realtà venne classificata nona, scontando una penalizzazione di 18 ore per una ritardata qualificazione.  

Negli anni Ottanta fu presente a diverse edizioni della Middle Sea Race, vincendo le edizioni 80 e 81. Negli anni Novanta partecipò a varie edizioni della Barcolana di Trieste con a bordo l’ammiraglio Agostino Straulino. Nel 2009, con gli allievi della Scuola Navale Militare Morosini di Venezia, vinse, nella propria categoria, il Trofeo Città di Trieste e la Barcolana Classic. È uno degli scafi che concorre alla Sciarrelli Cup.  

Ha una lunghezza f.t. di 15,45 m., largh. 3,62 m. ed un dislocamento di 8,5 Tonn. 

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Recensioni modellistiche del 2023

Carissimi Soci,
ripresa l’attività dopo le festività natalizie, sono a inviarVi le immagini di un nuovo modello, profondamente elaborato, in scala 1/72, su base commerciale da Paolo Marotta, ad integrazione della collezione dei velivoli della Nostra Marina Militare.
Si tratta dell’ AGUSTA-BELL AB 412 CP “KOALA”, versione quadripala del conosciutissimo AB 212, elicottero medio biturbina costruito su licenza in Italia dalla Agusta, poi Agusta Westland, oggi Leonardo. La versione “CP”, espressamente allestita per la Guardia Costiera, è dotata di radar di ricerca panoramico a 360°, verricello di soccorso e faro di ricerca. Il primo esemplare di tale elicottero, denominato Koala 9-10 è entrato in servizio nel 1993, seguito da ulteriori 9 esemplari, sino al 2003. Nel 2010 è stato affiancato dal primo AW 139 (NEMO 11-01) che lo ha sostituito a partire dal 2017.
Le sue principali caratteristiche sono qui di seguito riportate:
Lunghezza fusoliera m.12,70, altezza m.3,28 diametro rotore m.14,02.
Motori : 2 turbine P.&W. PT6T-3B per 1800 HP.
Raggio d’azione 275 miglia nautiche
Equipaggio: 2 piloti, 1 operatore sistemi, 1 aerosoccoritore.
Il secondo modello, acquisito nello stato che le foto documentano, rappresenta in scala 1/250 la Turbocisterna ESSO BERLIN, varata nel 1958 dai cantieri Deutsche Werft AG di Amburo per la ESSO Tankshiffreederei Gmbh e demolita nel 1978 a Pusan in Corea del Sud.
Le sue dimensioni erano : lunghezza di m. 211,20, larghezza m. 27,56
Dotata di turbina a vapore di 16.225 HP
Velocità 17 nodi.
Il modello, realizzato da Giordano Rossi, ci è stato donato dal Sig. Giorgio Tamborini, che ringraziamo.
Prevediamo, per questo modello, un necessario restauro.
Un cordiale saluto
Dario Tedeschi
Presidente

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Elicottero AB 212 “Eligufo”

Carissimi Soci,

ieri il Nostro Consigliere Paolo Marotta ha presentato in Sede la sua ultima realizzazione.

Si tratta del modello, elaborato su base commerciale, in scala, 1/72 dell’elicottero AB 212, versione da supporto elettronico, chiamato “Eligufo”.

E’ un elicottero medio biturbina, progettato dalla americana Bell e prodotto in Italia, sotto licenza dalla Agusta, ora Agusta Westland e denominato Agusta-Bell 212.

 

Dimensioni: lunghezza fusoliera 12,92 m. larghezza fusoliera 2,64 m e altezza 4,3 m.

Apertura rotori: rotore principale lunghezza 14,02 m, superficie 168,3 mq.

Motore: 2 turbine Pratt & Whitney PT6T-3. Potenza 1.300 KW in asse.

Velocità: 196 km/h, di crociera a 185 km/h al livello del mare.

Carburante: capacità, 2.200 lbs., autonomia operativa di 3 ore 12 minuti.

Peso massimo al decollo: 5.070 kg, di cui 500 kg di armamento.

Peso a vuoto: 3.420-5.070 kg.

Raggio d’operazione: 667 km.

Equipaggio (nella versione “Eligufo”): 4 persone; 2 piloti, 2 operatori.

 

La Marina Militare, a partire dal 1973, ha ricevuto 59 ab212, di cui 5, e rispettivamente i nn.: 7 – 47 / MM81092, 7 – 53 / MM81098, 7 – 54 / MM81099, 7 – 55 / MM81100, 7 – 56 / MM81103, trasformati in AB 212 GE per guerra elettronica ed equipaggiati con l’installazione del sistema ESM/ECM ELT 165 “Gufo”.

Esteticamente erano caratterizzati dai “bozzi” (che i marinai scherzosamente definivano “Brufoli”) presenti tutto attorno alla struttura e contenenti i vari sensori di cui era composto il sistema. Questo sistema comprendeva; un disturbatore (ELT-361), un rilevatore di emissioni elettromagnetiche (ELT-161) ed infine un generatore di inganni elettronici (ELT-651) che consentivano l’esecuzione di diverse tipologie di missione. L’utilizzo di questi elicotteri era quasi sempre legato al supporto degli aliscafi basati a Brindisi, il velivolo aveva il ruolo di indirizzare gli aliscafi con la triangolatura delle loro posizioni con quelle del bersaglio e coprirli elettronicamente durante l’avvicinamento al bersaglio stesso. Dopo il disarmo degli aliscafi non è esistita più una reale necessità di questi mezzi per la guerra elettronica e quindi attorno alla metà degli anni 90 i sistemi sono stati sbarcati per poi impiegare gli elicotteri in funzione “Naval Utility” e alla fine radiati dal servizio attivo. Alcuni mezzi sono impiegati oggi nel ruolo di “Gate Guardian” all’entrata delle basi della Marina.
La colorazione iniziale era in Grigio Mare Extrascuro/Rosso Anticollisione, poi tutti in Grigio Mare Extrascuro e nell’ ultimo periodo, come riprodotto nel modello, Grigio Bassa Visibilità.

Il modello completa la Nostra cospicua collezione di mezzi aerei della Marina Militare Italiana e può essere ammirato in sed,e esposto nella teca dedicata a tale tema.

Allego al messaggio alcune foto.

Colgo l’occasione per inviarVi i nostri più

Cordiali saluti

Dario Tedeschi

Presidente

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PASSERA TIPO LUSSINO

Carissimi Soci,
anche oggi ho il piacere di segnalarVi un ulteriore autocostruzione, eseguita in questo periodo, del Nostro Consigliere Paolo Marotta, in scala 1/30, per la sezione di imbarcazioni tipiche adriatiche. Si tratta della “PASSERA TIPO LUSSINO”, un’ imbarcazione caratteristica dell’isola di Lussino. Le sue origini risalgono alla metà dell’ottocento, forse i maestri d’ascia che le costruirono presero spunto dalle imbarcazioni da lavoro utilizzate per il trasporto di persone e materiali, dalla rada alla terra ferma, in dotazione ai grandi velieri inglesi, probabilmente portate in Adriatico dai capitani lussiniani.Veniva usata principalmente per la pesca con le reti o per la posa delle nasse. Normalmente lunga 5/6 metri aveva una controchiglia alta per contrastare lo sforzo della vela. Invelata con una randa al terzo molto ampia, il suo boma poteva sporgere anche di un metro dalla poppa, armava spesso anche un bompresso e un piccolo fiocco con funzione stabilizzatrice piuttosto che di traino.

Imbarcazione estremamente sicura con buona tenuta al mare venne usata spesso anche per diporto, molto in uso nell’Adriatico nord orientale nel periodo tra le due guerre, negli anni ha subito svariate modifiche nelle dimensioni, interamente pontata oppure dotata di tuga o armata con vela marconi e dotata di motore ausiliario.

Vi allego alcune foto del bel modello che arricchisce la nostra collezione sociale

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Diorama M.A.S.

Carissimi Amici,
spero di non tediarvi con tutti queste novità, ma esse rappresentano la vitalità della Nostra Associazione, che ha approfittato in modo positivo del periodo di “lock down” appena trascorso.
Il Nostro Socio Paolo Marotta ha elaborato un prodotto commerciale,  che rappresenta il M.A.S. 15 in scala 1/144, per renderlo parte di un bel diorama che lo ritrae nel momento del rilascio in mare dei siluri.

Nel 1915 la S.V.A.N. (Società Veneziana Automobili Navali), fornisce alla Regia Marina dei motoscafi veloci (MAS 3-22) di derivazione civile, erano realizzati in legno con un dislocamento di circa 12 tonnellate, dotati di due motori a benzina da circa 500 cv con una velocità massima di 24/25 nodi. Erano armati di bombe di profondità e un cannone da 57 mm. Queste unità, classificate M.A.S. Motoscafi Anti-Sommergibili subirono nel tempo varie modifiche, come la sostituzione di un cannone da 47 mm al posto di quello da 57 mm, o l’imbarco di una torpedine da rimorchio. Nel 1917/18 venne dotato di due lanciasiluri a tenaglia per siluri da 450 mm; ne furonodotati ì MAS 9,13,14,15,18,20,21 e 22. Con questo allestimento il MAS 15, al comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo in copia con il MAS 21, fu protagonista, il 10 giugno 1918, dell’affondamento, presso l’isola di Premuda, della corazzata austroungarica Szent Istvan (Santo Stefano).

Attualmente è conservato a Roma presso il Sacrario delle Bandiere, in ragione del suo valore storico.

DIMENSIONI E CARATTERISTICHE: dislocamento 12,3 t; lunghezza 16 m; larghezza 2,6 m; immersione 1,2 m; apparato motore; 2 motori a benzina Isotta Fraschini da 450 hp ciascuno, 2 motori elettrici da 10 hp ciascuno per la navigazione silenziosa; velocità: 24 nodi; autonomia: 190 miglia a 16 nodi con i motori termici, 20 miglia a 4 nodi con i motori elettrici; armamento: 2 lanciasiluri a tenaglia da 450 mm o 1 cannone da 47/40 mm, 4 bombe di profondità o 1 torpedine da rimorchio, 1-3 mitragliatrici da 6,5 mm; equipaggio: 1 sottufficiale e 7 marinai.

Anche per questa realizzazione Vi invio alcune foto che, meglio di altro, illustrano il lavoro eseguito

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Goletta LILY

Carissimi Soci,
nuova presentazione di una realizzazione modellistica che arricchisce la Nostra Collezione, autocostruito in scala 1/40, dal consigliere Paolo Marotta.
Si tratta della “LILY”, goletta, costruita nel 1867 dal cantiere Camper & Nicholson di Gosport (UK) con il nome “Heather Belle”. Dislocamento circa 80 tonnellate, lunghezza fuori tutto 30 mt, larghezza di 5,86 mt., viene acquistata nel 1888 dall’arciduca Carlo Stefano, ammiraglio dell’ I. R. Marina, ribattezzandola “Christa”; dopo pochi anni viene rivenduta, cambiando il nome in “Asphodel”, per essere nuovamente acquistata nel 1895 dall’ I. R. Marina e ribattezzata Lily.Rimasta in servizio per circa vent’anni, destinata all’addestramento dei cadetti nonché attività sportiva e rappresentanza, in particolare con l’arciduca ereditario Francesco Ferdinando. Nel 1916 viene tolta la zavorra e alberatura destinandola a deposito galleggiante, risulta probabilmente demolita subito dopo la fine della prima guerra mondiale.

Nel darVi appuntamento alla prossima presentazione, ho il piacere di allegarVi alcune foto di questo splendido modello.

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Paranza e Scirè

Carissimi Amici,
come da consolidata tradizione della Nostra Associazione, sabato scorso il Nostro Consigliere Paolo Marotta ha presentato in Sede due sue nuove realizzazioni modellistiche che arricchiscono la nostra sempre più vasta collezione.
Si tratta dei modelli di una Paranza, in scala 1:25, imbarcazione da pesca tipica del medio/basso Adriatico e del Sommergibile Scirè, in scala 1:144, elaborazione su base commerciale, recentemente entrato a far parte della Nostra Marina Militare.

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Le due belle realizzazioni sono ora esposte in Sede.