Land Wasser Schlepper e mini sommergibile MOLCH

Sono giunte diverse novità modellistiche ad arricchire il nostro parco.  Pertanto, abbiamo il piacere di illustrarVi un diorama, eseguito da Paolo Marotta in scala 1/35, presentato in Sede sabato scorso.

Si tratta della riproduzione di un Land Wasser Schlepper, traducibile dal tedesco come “trattore terra acqua”. Fu un progetto dell’esercito tedesco, risalente alla metà degli anni trenta del novecento, ideato per trainare a riva un rimorchio della portata fino a 18 ton. .

Lo sviluppo del mezzo procedette a rilento senza un grande interesse fino alla metà del 1940 quando prese piede l’idea dello sbarco in Gran Bretagna, nel qual caso il mezzo sarebbe stato indubbiamente molto utile, anche se la mancanza di corazzatura e armamento fu molto criticata. Sfumato il piano offensivo, gli esemplari prodotti vennero dirottati sul nuovo fronte con l’Unione Sovietica, tranne un esemplare, che venne assegnato in Nord Africa agli ordini dell’Afrika Korps.

Il mezzo era lungo circa mt. 8,60 alto mt. 3,30 con un peso di t. 12, in acqua poteva raggiungere, senza rimorchio, oltre i 6 kn, sulla terraferma arrivava a 35 km/h con un’ autonomia di circa 150 km., composto da uno scafo a fondo piatto, da una cabina di guida ospitante 3 uomini di equipaggio e un ulteriore vano trasporto posteriore chiuso con la capacità di 20 uomini equipaggiati. Spinto da un apparato motore Maybach HL 120 TRM a 12 cilindri a V con una potenza di 265 hp a 2800 rpm, utilizzato anche per azionare due eliche. L’aria per il motore veniva aspirata dalla torretta sporgente sul tetto dietro la cabina di guida ove era ricavato anche un posto comando/vedetta.

Non risulta che il mezzo abbia mai operato a Trieste

MINISOMMERGIBILE MOLCH

Il mini sommergibile MOLCH (in tedesco tritone o salamandra),  fu costruito dalla AG Weser di Brema, in un totale di 383 esemplari, nella metà del 1944 quando oramai la Germania aveva dato fondo a tutte le risorse. Studiato secondo la tecnologia dei siluri era completamente elettrico, operava con un raggio di operazione costiero ed aveva un’autonomia di sole 35 nm (60 km circa) spinto con un motore elettrico da siluro con una velocità di 5 kn. Lungo mt. 10,80 con un diametro di mt. 1,80 poteva immergersi fino ad una quota massima di mt. 40 di profondità, imbarcava esternamente due siluri mod. G7e da 533 cm., un uomo di equipaggio.

Inquadrati nella K-Verband flottiglie 411 operarono nel mediterraneo dal settembre del 44, di base a San Remo, ma a causa di errori di progettazione e difficoltà di controllo, altissime furono le perdite di mezzi e uomini. A seguito dell’andamento della guerra in Mediterraneo, i restanti mezzi, circa quaranta, furono spostati alla baia di Sistiana (TS), ma non risulta che da questo sito siano state svolte operazioni d’assalto a navigli.

Alla fine di aprile del 1945 i Tedeschi in ritirata affondarono alcuni MOLCH nella baia di Sistiana e misero fuori uso i restanti con cariche di esplosivo; a fine guerra i MOLCH affondati furono recuperati tranne uno che giace sul fondo del mare ad una cinquantina di metri dalla riva di fronte lo stabilimento Caravella, altri due tra quelli a terra danneggiati furono recuperati da Diego De Enriquez per il costituendo Museo per la Pace, altri MOLCH si trovano sparpagliati in vari musei europei.

Il diorama rappresenta il sistema previsto nei vari teatri di guerra ove un trattore avrebbe provveduto all’alaggio e recupero del mezzo.

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